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Vorrei una “festa delle donne” vera.
Vorrei non dover più vedere donne sfigurate dall’acido, con la faccia e il cuore deturpati per sempre.
Vorrei un mondo in cui i mariti colgono un fiore per ricevere in cambio un sorriso dalle proprie mogli, non uno in cui queste finiscono sotto terra e con i fiori sulla tomba per colpa di uomini, dei loro uomini, della loro insana gelosia, della loro follia.
Un mondo di donne fiere e belle, felici e dagli occhi accesi, dove non esiste violenza domestica e la casa è fatta di risate, di discussioni (perché anche quelle possono esserci) e di ore a letto a fare l’amore per far pace.

La festa delle donne è oggi giorno?

Non mi sembra, ma spero davvero che prima o poi lo sarà davvero. Quando non ci sarà più un solo Paese al mondo in cui le donne verranno trattate come schiave, vendute come oggetti di seconda mano, date in mogli a 12 anni a sconosciuti di 40, quando l’infibulazione sarà solo un triste ricordo di una barbarie e non farà più parte del presente, quel giorno io sarò fiera di noi esseri umani e festeggerò davvero.

Scrivo sempre di getto, quando si tratta dei miei pensieri. Raramente mi rileggo, mi correggo. Se mi fanno notare qualche errore mi sento anche un po’ mortificata. Sbaglio, sbaglio perché non ho ancora imparato ad accettare i miei pensieri che si trasformano in parole, dopo tutti questi anni, io non so leggermi.

Perché? Perché non mi piaccio poi così tanto, perché mi sento scema quando mi apro un po’ e poi ci ripenso, non voglio più pubblicare, cancello tutto.

Chi se ne frega dei miei pensieri, in fondo.

Se ci sono errori, quindi, chiedo scusa. Un giorno imparerò a fidarmi di più di me.

 

Un tempo, durante la mia sedicesima estate, mi sono ritrovata nel petto un cuore gelato e la paura del mondo, delle persone, della cattiveria.

Quando il freddo ti tocca l’anima ti chiudi e senti che mai più ti aprirai. Mai.

In quel periodo ho avuto paura, non della solitudine, nemmeno dell’amore. Paura che mi sarei sempre bastata e mai avrei preferito la compagnia di qualcuno a me.

Sedici anni sono pochi, ma a quell’età il cuore non lo sa.

[…]

Noi donne siamo davvero speciali, non dovremmo scordarlo mai e soprattutto non dovremmo mai dare a nessuno il diritto di non farci sentire così.

 

Truccatevi e fatevi belle, ma fatelo per voi, perchè non c’è gioia più grande di guardarsi allo specchio e piacersi, soprattutto poi se a piacerci è qualcosa di più dell’immagine che vediamo riflessa.

 

La prima regola che dovremmo imparare? Piacere a se stesse, in primis, poi agli altri, poi agli uomini.

Come? Ecco quello che faccio quando mi guardo allo specchio e non mi sento poi così soddisfatta, semplicemente qualche consiglio su “cosa fare” quando l’autostima scende:

Sono diventata estremamente selettiva riguardo alle persone con cui condividere il mio tempo e i miei sorrisi.Sto bene da sola.Sto bene con me stessa.Adoro la compagnia del silenzio e dei miei pensieri.Non ho più alcun tipo di pazienza in corpo, non riesco a far finta che qualcuno mi vada a genio.I miei occhi non sanno nascondere nulla, che si tratti d’amore, di disprezzo, di noia o di voglia di mettere la testa sotto terra pur di non ascoltare il triste suono dell’ignoranza.Non ho più tempo e voglia di sprecare anche un solo istante con chi trasuda negatività. Ho finalmente imparato…

Cercando di non darlo a vedere, nascosta dietro al sorriso più forte e luminoso di tutti.Ho aspettato un sms, l’ho pregato, ho sentito un balzo nel cuore quando lo schermo del telefono si é illuminato.Ho immaginato conversazioni nella mia testa in cui io ero una con i controcoglioni e poi sono stata zitta.Ho avuto paura di certe risposte e ho evitato di fare domande forse scomode.Sarà che a volte il coraggio mi ha portato a fare i conti con la tristezza, sarà che quando ci tieni alle cose semplicemente vuoi tenerle, non importa troppo come.Eppure io non sono così, perché…