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Vorrei una “festa delle donne” vera.
Vorrei non dover più vedere donne sfigurate dall’acido, con la faccia e il cuore deturpati per sempre.
Vorrei un mondo in cui i mariti colgono un fiore per ricevere in cambio un sorriso dalle proprie mogli, non uno in cui queste finiscono sotto terra e con i fiori sulla tomba per colpa di uomini, dei loro uomini, della loro insana gelosia, della loro follia.
Un mondo di donne fiere e belle, felici e dagli occhi accesi, dove non esiste violenza domestica e la casa è fatta di risate, di discussioni (perché anche quelle possono esserci) e di ore a letto a fare l’amore per far pace.

La festa delle donne è oggi giorno?

Non mi sembra, ma spero davvero che prima o poi lo sarà davvero. Quando non ci sarà più un solo Paese al mondo in cui le donne verranno trattate come schiave, vendute come oggetti di seconda mano, date in mogli a 12 anni a sconosciuti di 40, quando l’infibulazione sarà solo un triste ricordo di una barbarie e non farà più parte del presente, quel giorno io sarò fiera di noi esseri umani e festeggerò davvero.

Una mini-guida per diventare una fashion blogger, dall’aprire un blog all’editing delle foto. tutti i consigli che mi sento di dare a chi ogni giorno mi pone questa domanda.

Non sto scrivendo la nuova Costituzione e questi sono dei consigli dati a chi ha bisogno di una guida semplice senza paroloni complicati che fanno venire l’ansia e il mal di testa, non sono nessuno, non sono una fotografa, non sono una star del web, però una mano cerco di darvela come posso.

Partiamo dal presupposto che se volete fare la fashion blogger solo per guadagnare soldi, avere vestiti gratis, diventare famose e fare la vita da Paris Hilton vi dico subito che prima di vedere i big money AVOOOOOJA a fare le foto belle mie! E’ un sogno che abbiamo (quasi) tutte, ma non è facile come può sembrare.

Cominciamo dal principio.

Prima di tutto bisogna avere qualcosa da raccontare se si vuole fare la blogger (che è diverso da fare semplicemente l’influencer, la quale con la propria “notorietà”, il proprio stile, ecc. è capace appunto di influenzare un gruppo di persone). 

Bisogna parlare italiano (se poi sapete anche l’inglese meglio, non è il mio caso purtroppo) e non aver saltato la metà delle lezioni di grammatica delle elementari, delle volte mi ritrovo a leggere dei post su Instagram che sembra di leggere mia nonna (poverina, aveva fatto la seconda elementare, quindi la giustifichiamo, voi non siete giustificate) quando sulla lista della spesa scriveva: “iogurto, zuchero”, Non dico la Divina Commedia, però cerchiamo di non far venire l’orticaria agli occhi a chi legge.
“SE SAREI” fa più male di un una bastonata sui denti. Unfollow subito. 

1- FARSI CONOSCERE
(continua a leggere per saperne di più!)

Liberta.Libertà di pensiero. Libertà di espressione.Ricordo ancora quando durante la prima lezione di diritto pubblico all’università il professore spiegò le libertà in questo modo: “immaginate di vivere in un cerchio, dove potete muovervi liberamente e fare quello che vi va, ma attenzione a non invadere il cerchio di un’altra persona, la vostra piena libertà finisce nel momento in cui incontra la fine del vostro cerchio e si scontra con quella di un altro”.Ecco. Siete liberi di parlare, di dire la vostra opinione, di sentirvi grandi con le parole, ma non capirò mai cosa fa sentire certe persone in diritto di…

Ciao a tutti,

Oggi torno con un articolo che mi è venuto in mente perché sempre più ragazze mi pongono una fatidica domanda:
“Ho chiesto una retribuzione ad un’azienda per una collaborazione. Mi hanno chiesto la fattura. Ma posso farmi pagare dalle aziende se non ho la partita IVA? Come si fa?”

Eccomi qui, vi aiuto io in maniera terra terra e senza paroloni che vi confondano le idee!

Conoscete questa birra? Io sì, non mi sarei mai aspettata di star qui a parlarne.

Eppure eccomi, felice di farlo.

Da abruzzese so bene cosa significa la parola “terremoto” e soprattutto conosco i danni e il dolore che può provocare.

Sono stata a Norcia qualche mese prima della tragedia, dopo aver passato una meravigliosa giornata alla Cascata delle Marmore ho deciso di trascorrere due giorni in quella città che mi ha accolto con il profumo di tartufo e i fiori dai colori accesi.

[…]

Sono fiera di poter parlare dell’iniziativa di Leffe:

Sapete qual è il messaggio che mi arriva più spesso in privato?

“Ciao, posso sapere come diventare una fashion blogger? Mi puoi dare dei consigli su come cominciare?”

Qualche volta all’inizio ho “OSATO” chiedere come mai di questa passione, risposta:

“Voglio ricevere vestiti gratis, voglio viaggiare gratis, voglio diventare famosa e guadagnare soldi. Ah, amo la moda”.

COMINCIAMO BENE, ho pensato.
Che tristezza ragazzi, che tristezza.

Se la vostra idea di base è questa io, mi spiace dirlo, penso che di “successo” non ne avrete mai.

Perchè? Sono cattiva?

No, penso solo che sia una forzatura, che la vostra non sia passione, che voi vogliate solo “la bella vita senza fare nulla”. Ma mi spiace deludervi, di lavoro dietro ad un blog ce n’è. E pure tanto!

Cliccate e leggete l’articolo se volete qualche dritta su cosa fare, come cominciare a guadagnare qualcosina e come comportarvi sui social.

Scrivo sempre di getto, quando si tratta dei miei pensieri. Raramente mi rileggo, mi correggo. Se mi fanno notare qualche errore mi sento anche un po’ mortificata. Sbaglio, sbaglio perché non ho ancora imparato ad accettare i miei pensieri che si trasformano in parole, dopo tutti questi anni, io non so leggermi.

Perché? Perché non mi piaccio poi così tanto, perché mi sento scema quando mi apro un po’ e poi ci ripenso, non voglio più pubblicare, cancello tutto.

Chi se ne frega dei miei pensieri, in fondo.

Se ci sono errori, quindi, chiedo scusa. Un giorno imparerò a fidarmi di più di me.

 

Un tempo, durante la mia sedicesima estate, mi sono ritrovata nel petto un cuore gelato e la paura del mondo, delle persone, della cattiveria.

Quando il freddo ti tocca l’anima ti chiudi e senti che mai più ti aprirai. Mai.

In quel periodo ho avuto paura, non della solitudine, nemmeno dell’amore. Paura che mi sarei sempre bastata e mai avrei preferito la compagnia di qualcuno a me.

Sedici anni sono pochi, ma a quell’età il cuore non lo sa.

[…]

Noi donne siamo davvero speciali, non dovremmo scordarlo mai e soprattutto non dovremmo mai dare a nessuno il diritto di non farci sentire così.

 

Truccatevi e fatevi belle, ma fatelo per voi, perchè non c’è gioia più grande di guardarsi allo specchio e piacersi, soprattutto poi se a piacerci è qualcosa di più dell’immagine che vediamo riflessa.

 

La prima regola che dovremmo imparare? Piacere a se stesse, in primis, poi agli altri, poi agli uomini.

Come? Ecco quello che faccio quando mi guardo allo specchio e non mi sento poi così soddisfatta, semplicemente qualche consiglio su “cosa fare” quando l’autostima scende: