Conoscete questa birra? Io sì, non mi sarei mai aspettata di star qui a parlarne.

Eppure eccomi, felice di farlo.

Da abruzzese so bene cosa significa la parola “terremoto” e soprattutto conosco i danni e il dolore che può provocare.

Sono stata a Norcia qualche mese prima della tragedia, dopo aver passato una meravigliosa giornata alla Cascata delle Marmore ho deciso di trascorrere due giorni in quella città che mi ha accolto con il profumo di tartufo e i fiori dai colori accesi.

Non sono un’appassionata di chiese, ma ho deciso di entrare nella Basilica di San Benedetto durante la celebrazione della messa. I monaci avevano i cappucci in testa e sembrava di assistere ad un rito riservato e “caldo”. Bellissimo.

Vagando tra le mura della Basilica, io e Stefano abbiamo incontrato un signore che ci ha raccontato tutta la storia del posto (non abbiamo capito chi fosse, ma è stato più di un’ora con noi e ci ha fatto appassionare). Ci ha spiegato che i monaci che vivono (forse dovrei dire “vivevano”, ma non me la sento di parlare al passato) nella Basilica sono circa quindici e che sono giovani, giovanissimi, non chiedono l’elemosina, ma vivono del proprio lavoro, vendono i prodotti che coltivano e “creano” con le proprie mani.
Pregano. Lavorano. E cantano. Loro cantano. Vendono anche la loro meravigliosa musica.

Ora sono stati costretti a spostarsi in un altro Monastero, ma io voglio continuare a immaginarli come quando i miei occhi si sono poggiati lì.

Mi è rimasta addosso una sensazione bellissima tutto il giorno che non ho dimenticato.

Non potete immaginare che dispiacere enorme io abbia provato quando, dopo il terremoto, dopo la paura, dopo l’ansia, sono venuta a conoscenza che quel posto non esisteva più. Quella chiesa così antica, così bella, diversa dalle altre, non esiste più.

Macerie. Tra quelle macerie c’è anche qualche pezzo del mio cuore.

Sono fiera di poter parlare dell’iniziativa di Leffe!

L’azienda ha deciso di aiutare i monaci e la comunità di Norcia, donando i proventi derivanti dalla vendita delle bottiglie prodotte in edizione limitata, denominate per l’occasione #leffepernorcia.

Un gesto bellissimo e solidale, che servirà per costruire una cappella in legno, poco fuori dalle mura della città. In un posto del genere un luogo di fede è ancora più importante, la gente ne ha bisogno. 

100.000 bottiglie. Per Norcia. Per la speranza.

Vi lascio il link del sito dedicato all’iniziativa: QUI, con la speranza che questo possa toccarvi, se non come abbia toccato me, almeno un po’.

Norcia mi ha lasciato un ricordo bellissimo, dal buon cibo all’estrema cordialità di tutti. Aiutiamo un popolo che viveva nel sorriso e che la natura ha provato a spegnere.

Vi saluto, con un po’ di tristezza addosso.

Con affetto,
Giorgia.

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